Arredare con la carta da parati: pregi e difetti

Era il momento d'oro del design italiano: nascevano i forni a microonde, la prima luce alogena e le lampade orientabili da tavolo. Sto parlando degli anni ’70, il periodo in cui il design di interni visse una vera e propria rivoluzione sia nella decorazione che nel colore. La voglia di spiazzare, di stupire e divertire si manifestava in particolar modo nelle policromatiche carte da parati, protagoniste assolute dell’arredo,  che si vestivano di grandi disegni geometrici o enormi fiori dai colori sgargianti.

Oggi, a distanza di più di 40 anni, questo elemento d’arredo tipico di quel periodo storico, torna prepotentemente di moda nel mondo dell’interior design, presentandosi con nuove e spettacolari texture che non lasciano spazio all’immaginazione in quanto a materiali e fantasie! Un ritorno che deriva anche dai tanti pregi che caratterizzano la carta da parati. Oltre a definire il look di una stanza, infatti, si presta come soluzione ideale per migliorare l’ aspetto di una parete irregolare o che presenta imperfezioni da mascherare. La wallpaper (è questo il nome con cui oggi viene chiamata dagli “addetti ai lavori”) ha, inoltre, una durata nel tempo superiore a quella della tinteggiatura. Mentre, infatti, si è soliti ritinteggiare la casa ogni due o tre anni, la carta da parati può durare anche fino a dieci. Il materiale con cui è realizzata la tappezzeria (carta, tessuto, vinile, tnt, fibra di vetro e altri ancora) è il principale criterio per individuare quella che fa al caso proprio.

E se, invece, doveste fare parte di tutti coloro che guardano alla carta da parati con diffidenza, considerate anche che ora il materiale non è più quello di una volta. Nelle sue molteplici ed infinite combinazioni, si è reso anche traspirante ovviando a quelle odiose complicazioni di muffe e screpolature dovute ad una carta che non lasciava respirare il muro.

Se, quindi, da una parte si parla di un ritorno di stile che andava molto negli anni ’70, dall’ altra si lascia ampio spazio all’ alta tecnologia.

Oggi possiamo avere una superficie personalizzata con la stampa o la texture che preferiamo, perfino in zone umide come il bagno o la cucina, senza temere scollamenti poiché, grazie ad una composizione studiata ad hoc, si è arrivati ad una versione vinilica inattaccabile da muffe e batteri, impermeabile ed a prova di condensa.

Un’altra alternativa al vinile è la carta da parati in fibra di vetro, molto piacevole in quanto ripropone effetti anche tessili, presentandosi lavabile, resistente ed adatta anche a bagni moderni. E pensare che un tempo era realizzata con della semplice carta rafforzata!

Tuttavia bisogna considerare anche che la posa della carta non è un’operazione facile a cui chiunque si potrebbe prestare. Richiede il lavoro di un esperto che sappia come maneggiare il materiale e la colla adatta, per ogni tipo di scelta che andremo a fare.

La manutenzione e la pulizia richiedono inoltre piccoli accorgimenti: la maggior parte delle tipologie di materiali si tratta con un panno umido, mentre quelle non idrorepellenti, invece, vanno pulite a secco.

La carta da parati vinilica, il TNT e la carta in fibra di vetro presentano una buona durata nel corso del tempo, anche se non paragonabile a quella di altri materiali di rivestimento come il gres porcellanato, la ceramica o le resine. Ecco quindi che periodicamente potrebbe essere richiesto il cambio.

Insomma il consiglio che vi dò è quello di giocare con la fantasia e la tipologia di materiale che più vi piace per caratterizzare una porzione della casa che non sia troppo esposta ad umidità e luce, senza rinunciare così ad avere quel tocco in più che farà, senza ombra di dubbio, la differenza!